16 ottobre 2007

Per inciso

Sulle rotonde la regola *non* è che chi viene da destra ha la precedenza.

15 ottobre 2007

Filastrocche della nanna

Filastrocche della nanna della tradizione toscana, personalizzate dalla sottoscritta. A voi.

Fate la nanna coscine di pollo
la vostra mamma v'ha fatto il pisello
e ve l'ha fatto di molto bello
fate la nanna coscine di pollo.

Questo è l'occhio bello
questo è un bel pisello
questa è lo gota bella
questa è la sua sorella
ecc. ecc.

Questa tradizione va un po' svecchiata.

4 ottobre 2007

Un paio di link

Senza commenti, che non ci ho proprio voglia (chissà se mi tornerà).

FREE BURMA

Free Burma!


Mastella ti odio

28 settembre 2007

Porta usb

Ho bisogno che mi si impianti una porta usb nella fronte o, preferibilmente, a scomparsa nell'orecchio così che, quando faccio Invia a, tra le varie opzioni mi si apra anche Cervello.
Potrei, così, capire, ricordare, archiviare, elaborare dati senza grossi sforzi.
O sarà più percorribile il bluetooth, con gli occhi che lampeggiano blu quando connessa?

27 settembre 2007

Le rotonde

Vabbè, tutti sanno perchè la storia lo insegna che l'uomo è pecora, segue il gregge e le mode con un uso minimalista del proprio senso critico e raziocinio. Ormai si sa, è pacifico.
Chi esattamente imponga le rotonde, per dire, io non l'ho capito, vociferasi l'Europa, quando non si sa a chi dare le colpe ora per fortuna abbiamo l'Europa che se le prende e sta zitta.
Le rotonde devono essere ovunque. Anche da te, no? Ormai non esiste più un incrocio al mondo, solo rotonde. I libri per la patente sono diventati tonnellate di carta da macero che l'argomento cruciale era la precedenza agli incroci.
Le rotonde devono essere fatte, come non rileva.
Se l'incrocio da cassare (senza rinvio) è in periferia, ma diciamo campagna, se è in campagna, allora, in abbondanza di spazio la rotonda avrà un raggio di 3,7 km, con una circonferenza di 2 pigreco per 3,7 e mezzo serbatoio andrà via nel percorrere la rotonda. Un bel business che secondo me si diventa straricchi è aprire un distributore con prezzi assurdi, tanto non c'è concorrenza, su una rotonda in campagna.
Se l'incrocio da cancellare dalla faccia della terra è, guarda caso, uno degli incroci più incasinati della città, in una zona subito adiacente al centro storico, con quelle belle strade vecchie ma soprattutto strette, la rotonda avrò una circonferenza analoga ad un palo e queste file di macchine si attorciglieranno sulla rotonda come tante ballerine di lap dance.
La strada che ho fatto io oggi, che non ci passo quasi mai, chi aveva l'appalto se la voleva levare mettendo una monetina al centro.

25 settembre 2007

Lo stand

A ottobre abbiamo uno stand non so dove. Cercavano dei volontari per lo stand.
Allo stand si danno informazioni al pubblico, che non è il mio lavoro, su argomenti di cui non mi occupo.
Mi sono offerta volontaria.
Ho voglia di uscire un po' da queste quattro mura.
Alla riunione dei volontari col direttore credo che la mia uscita sulle partite IVE non sia stata proprio azzeccata.
Se qualcuno passa di là, ecco, non faccia troppe domande.

22 settembre 2007

Fuochi di Sant'Elmo

Leggere un romanzo incompiuto ha un che di masochista. Ci sono i personaggi e le storie e, pagina dopo pagina, senti che che anche tu stai vivendo quella storia che cresce e le pagine stanno per finire ma, invece di prepararsi all'epilogo, la storia cresce e, di punto in bianco, non c'è più. E ora?
Leggere un romanzo incompiuto è come guardare un film a metà, però io i film li vedevo tutti a metà, che poi mi addormentavo, e difatti adesso non ci provo nemmeno più, mentre a leggere un libro è difficile che ci si addormenti (tranne per i libri di quel cazzo di esame di merceologia che feci all'università).
Allora, Fuochi di Sant'Elmo, oltre ad essere il nome del blog di Christian Frascella, è anche il titolo di questo suo romanzo incompiuto che io ho letto.
Ho due considerazioni preliminari da fare, prima di affrontare il merito.
La prima è che, di questo romanzo, io voglio leggere il seguito, insomma Kafka li ha lasciati incompiuti ed è morto, ma Christian, ringraziando il cielo, è vivo quindi, che si pubblichi o meno, lo deve finire e mandare il seguito a quelli che lo hanno letto incompiuto. Guarda, son disposta a pagare, anzi, se non venisse pubblicato, potrebbe diventare una specie di e-book venduto sulla rete. Del resto io me lo son letto sul palmare. Questo è il mio consiglio a tutti i blogger che sono tali per soddisfare la loro propensione alla scrittura da scrittori.
Seconda considerazione preliminare: il titolo. Fuochi di Sant'Elmo. Per Christian deve rappresentare qualcosa di importante; io quando ho conosciuto il blog ho pensato che fosse una mera citazione letteraria, per un blogger che ama molto la lettura. Ora capisco che esprime di più ma non capisco che di più esprima. La curiosità del titolo non sarà soddisfatta dalla lettura del romanzo, a meno che voi non abbiate una sensibilità diversa dalla mia, o non ve ne freghi una mazza di capire il titolo.
Ora mi avventuro in questa novità, per me, di critica letteraria.
La scrittura di Christian è pulita, molto di più di quello che ci aspetti leggendo il blog.
La storia è una non storia, non c'è una trama, un evento conduttore, ma è il racconto in prima persona di attimi di vita. Il racconto dei momenti di vita quotidiana di un adolescente, un po' alla Anne Tyler, che non so se vi piace, a me molto. Non c'è analisi dei personaggi, del protagonista non viene mai detto il nome, come se potesse essere intesa come storia autobiografica ma anche come una storia di chiunque, o di uno qualsiasi. Il narratore dice di sé e del mondo che vive, un po' squallido ma intenso, così come filtrato dai suoi occhi.
I personaggi si intuiscono dalle azioni, dalle parole, da come visti dal protagonista e, di riflesso, si conosce anche questo adolescente, voglioso di amore e spaventato dall'amore, da quello che gli è stato negato, quello di cui sente la mancanza. La corazza di strafottenza e stronzaggine che si è costruito ad autodifendersi lascia aperti spiragli di sofferenza profonda, di autodistruzione e di fame di amore.
La cosa che a me è un po' mancata è l'approfondimento psicologico dei personaggi secondari, soprattutto Chiara e la sorella. Ma del resto è incompiuto, potrebbe venire dopo.
Concludendo, il romanzo mi è piaciuto, se qualcuno mi conosce un minimo sa che ho simpatia per le storie delle persone normali, per la vena di follia che ogni persona normale ha, e questi elementi si ritrovano in questo romanzo. Probabilmente piacerà (facciamo gli scongiuri, eh!) di più ai lettori adolescenti, che gli adolescenti amano che si parli delle difficoltà della loro età, che però sono difficoltà di tutti: amore, accettazione sociale, solidità familiare.
In bocca al lupo, Christian!